Storia

Siamo qui perché …….
“Siamo qui perchè alla fine non abbiamo alcun nascondiglio dove nasconderci da noi stessi. Fino a che un uomo non confronta se stesso negli occhi e nei cuori dei suoi compagni, scappa. Finché non soffre abbastanza per essere costretto a condividere con loro il suo segreto, non ha alcun scampo da esso. Preso dalla paura di parlare con gli altri egli non riesce a conoscere se stesso né alcun altro: sarà solo. Dove altro se non nei nostri punti comuni possiamo trovare un tale specchio. Qui, insieme, un uomo può apparire finalmente chiaramente a se stesso, non come il gigante nei suoi sogni o il nano delle sue paure, ma come un uomo, parte della Comunità con il suo ruolo da svolgere. In questo terreno possiamo ognuno mettere radici e crescere, non più da soli nella morte, ma vivi; un uomo tra uomini”.

Questa breve narrazione è un richiamo, per chi la legge qui-ora, ad una verifica profonda e immediata sulla sua vita.
Siamo allo specchio con le nostre paure e i nostri sogni come tutti quei giovani che dopo aver assunto sostanze si riproponevano un ritorno alla realtà.
Entravano in gruppo con altri che avevano un percorso simile al loro e insieme ascoltavano questa filosofia di vita che l’introduceva alla loro ricerca.

PASSO dopo PASSO

  • La prima stagione dell’associazione si sviluppò a partire dalla grande motivazione che animò CITTADINI VOLONTARI  per l’attivazione di percorsi di solidarietà con i più sfortunati, svantaggiati e/o marginali. L’accento cadeva di più sulla MOTIVAZIONE alla solidarietà e sulla forza della DENUNCIA che non sulla ragione POLITICA e sui DIRITTI.

Nel 1980 in un tempo di decadimento socio politico per l’affermarsi della “Legge 194″ e per l’imperversare degli “anni di piombo”, con i giovani trasformati in consumatori per l’affermarsi di nuovi comportamenti  di dipendenza da sostanze,   nasce a Pisa il “GRUPPO PROGETTO”: è un gruppo di volontari del mondo cattolico che si apre ad una prima riflessione sul cosa fare per stare dentro il disagio e la marginalità giovanile. Questo gruppo si costituirà con il sostegno della Caritas Diocesana di Pisa. Il gruppo condividerà il dramma di molti giovani in situazioni di vario disagio.
Da questa iniziale esperienza pionieristica nasce e matura l’idea di concepire e di dare vita al Centro Italiano di Solidarietà di Pisa, come associazione di volontariato che si costituisce in linea col “Progetto Uomo” del suo fondatore romano don Mario Picchi.

Nel 1984 il “gruppo progetto”, costituitasi in associazione,  ispira i suoi prima passi al Ce.I.S. di Roma, e promuove così la nascita del Ce.I.S. “GRUPPO GIOVANI E COMUNITÀ” DI PISA, in collaborazione con il Ce.i.s. “Gruppo Giovani e Comunità” di Lucca, fondato da don Bruno Frediani. Il Ce.I.S. di Pisacomincia a lavorare sulla prima fase del programma  “Progetto Uomo”: l’accoglienza”. La sua prima sede è in via S. Giuseppe,2 in un appartamento concesso dalla Misericordia di Pisa.

Nel 1986 nasce la “CASA DEL VENTO” ad Ospedaletto (Pisa): la prima comunità di accoglienza residenziale che ospita giovani che provengono dal carcere. La struttura viene comprata grazie al contributo e al supporto della Chiesa di Pisa, dell’”Opera Primaziale Pisana” e di cittadini associati e non. Pian piano all’interno della “Casa del Vento” si apre anche il programma per ragazzi con patologie psichiatriche, sieropositivi e farmacodipendenti.
Nel 1990 il Ce.I.S. di Pisa viene iscritto nell’albo come ENTE AUSILIARIO DELLA REGIONE TOSCANA, istituito con delibera di G.R. n.7491 del 13.9.90, al fine di collaborare con gli enti pubblici (Usl e Comuni) negli interventi di recupero e reinserimento.
Nel 1991 viene acquistata la struttura del “DOCCIO” a Bientina, con il contributo iniziale di Caritas e vari benefattori, dove prenderà vita la comunità per tossicodipendenti. Nel medesimo anno si apre a Colle di Calci la “Comunità terapeutica ITACA” ( nella ex canonica della parrocchia concessa in comodato gratuito dall’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Pisa), nella quale si sviluppa il cammino di riabilitazione dei giovani.
L’Associazione promuove la nascita dell’A.I.S.E., cioè Associazione Insegnanti di Solidarietà Educativa. Questa associazione proporrà percorsi di Educazione alla Salute nella scuola primaria e secondaria. Ti rimando ad una riflessione-manifesto in occasione della nascita dell’associazione (cfr. documenti).

Nel 1992 il Ce.I.S. di Pisa è stato riconosciuto Ente Ausiliario della Regione Toscana;
e nel contempo riceve in comodato gratuito dall’Opera Card. Maffi (opera della Chiesa di Pisana presieduta dall’Arcivescovo di Pisa) parte dell’immobile di via Garibaldi 33, per la realizzazione di una nuova sede per nuovi interventi tesi ad accogliere associazioni di volontariato e cooperative promosse in area ecclesiale.
E’ in questa nuova sede, che in accordo con altre comunità e Aziende sanitarie della Regione Toscana, si apre il “PROGRAMMA DI REINSERIMENTO SOCIALE”, ultima fase del cammino di recupero di giovani tossicodipendenti o nel disagio.
Si creano inoltre le cooperative di lavoro, nuove associazioni per l’educazione, la prevenzione, la cura dei giovani. Si interviene nel mondo dei portatori di handicap, nell’assistenza dei malati terminali, inizia l’ospitalità per fasce svantaggiate e senza fissa dimora.. viene a costituirsi una prima rete di cittadinanza “attiva” che trova nel Ce.i.s. Il proprio punto di riferimento.

Nel 1994  l’associazione muta il proprio nome e viene rivisitato lo statuto del vecchio Ce.I.S. di Pisa: da Ce.I.S. “Gruppo Giovani e Comunità “ di Pisa (anno di fondazione 1984) a C.S.P. “CENTRO SOLIDARIETA’ DI PISA” (anno di trasformazione 1994) e traferisce la sua sede legale in Via Garibaldi,33 nei locali dell’Opera Card. Maffi.
I Ce.I.S. toscani lasciano la federazione nazionale perché il fondatore don Picchi desidera che il Ce.I.S. sia solo quello della città di Roma.
Allora anche il nostro Ce.I.S. “Gruppo Giovani e Comunità” di Pisa diventa C.S.P. (Centro Solidarietà di Pisa). Si recupera il legame con il territorio e a questa scelta corrisponderà una reale opera di localizzazione degli interventi che migliorerà il rapporto C,S.P. e territorio.
Ci si appresta a vivere una nuova stagione che vede il C.S.P. come ponte fra la gente e il mondo della cittadinanza “attiva”. In questo stesso anno il CSP con decreto del presidente della Giunta Regionale (n.1638 del 14/11/1994) viene iscritto all’albo regionale degli Enti Ausiliari della Regione Toscana. Nel medesimo anno si costituisce la rete regionale C.E.A.R.T., cioè il Coordinamento Enti Ausiliari della Regione Toscana.
Dal 1994 l’Associazione si impegna con risorse proprie, e contributi di vari benefattori, nel restauro della porzione interna dell’immobile sito in via Garibaldi 33 (dal 1992 concesso in parte di comodato alla parrocchia di Santa Marta in Pisa, con cui l’associazione coopera). Gli ambienti, rilevati in stato di inagibilità, vengono recuperati per attività socio assistenziali e religiose. Si apre il programma di reinserimento sociale per tossicodipendenti e giovani nel disagio.

L’Associazione celebra il suodecennale 1984/1994″.
Tra i documenti trovi una serie di articoli che testimoniano i temi che stavano al centro dell’avvenimento.

Nel 1996 la titolarità dell’ente ausiliario è passato nelle mani della cooperativa “Giovani e Comunità” di Pisa. Dal 1984 al 1996 sono transitati dalle nostre strutture tanti giovani.  Il C.S.P. mantiene la proprietà e i comodati per essere sussidiaria agli sforzi che questo mondo del volontariato e della cooperazione sociale continua a compiere per prestare servizi necessari alle fasce svantaggiate ed escluse dei cittadini del nostro territorio.

PASSO dopo PASSO

  • La seconda stagione la identifichiamo con il periodo 1998/2006: il volontariato sperimenta il bisogno di organizzarsi e la necessità di trasformare le scoperte e le idee in lavoro quotidiano sociale mediante l’Impresa Sociale.

Nel 1998 il Progetto Uomo si apre alla “bassa soglia”, cioè accoglie in trattamento persone che si sganciano dal programma e non reggono un processo lineare-progressivo come il programma prevedeva. Questo tipo d’intervento ci sbilancia sul fronte psichiatrico del trattamento impedendo al cammino di sviluppare quella vocazione psico-sociale che l’aveva generata. Insomma il nostro stare lì accanto all’uomo diceva relazione alla sua storia e al suo destino, ma senza mai dimenticare la motivazione sociale e la scommessa di prevalenza psico-sociale e non sanitaria-sociale che avevamo fatto. C’impegnavamo ad incontrare giovani nel disagio e non giovani patologici che si drogavano.
Decidiamo così di concludere il Progetto Uomo, ma di proseguire il nostro cammino nel mondo della cittadinanza attiva, sviluppando la vocazione di cittadini volontari che ci aveva assorbiti sulle frontiere della marginalità giovanile, estendendolo verso le fasce deboli come i Senza Fissa Dimora, verso i bambini e adolescenti, verso le fasce più escluse dal sociale mediante percorsi d’inserimento lavorativo etc…

Nel luglio 1998 la Caritas Diocesana e il Centro Solidarietà di Pisa curano la nascita del Consorzio Polis con Sede legale in Via Garibaldi,33 secondo la Legge 381/91, ex L.R. 87/97. Il consorzio è ospitato nella struttura di Via Garibaldi, 33 insieme ad altre associazioni e organizzazioni di volontariato.
Il consorzio aderendo a Confcooperative s’inserisce in Federsolidarietà, cioè la rete che raccoglie le cooperative sociali di tipo “A” che svolgono servizi educativi ed assistenziali e di tipo “B” di produzione e lavoro, per l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Il consorzio Polis s’inserisce inoltre nella rete nazionale di Imprese Sociali CGM (Consorzio nazionale Gino Mattarelli).
L’Associazione, al fine di preservare lo spirito volontario e di promuovere la presa in carico da parte della società civile dei bisogni emergenti, ha scelto a partire dal 1999, di sostenere la nascita di nuove realtà del privato sociale, ospitando perciò all’interno dell’immobile di via Garibaldi 33, tali realtà.
Nello specifico ad oggi il Centro Solidarietà di Pisa ospita all’interno della struttura diverse associazioni, cooperative e organizzazioni di volontariato, mantenendo intatto il suo stile sussidiario e il suo ruolo promotore nell’ambito del volontariato e della cooperazione sociale.

Nell’anno 2000 si apre un periodo che segna la vita dell’associazione che s’impegna nel recupero e restauro dell’immobile di via Garibaldi,33. Queste spese straordinarie metteranno a seria prova il cammino associativo.
Nel settembre (i lavori si concluderanno nell’estate 2007) si conclude un accordo tra Opera Card. Maff e Ente Pisano Scuola Edile. Si definiscono le modalità di utilizzare le attività formative degli allievi della Scuola Edile nei lavori di manutenzione straordinaria dei locali dell’immobile.
L’immobile di Via Garibaldi,33 vede stabilmente un cantiere destinato alle attività della scuola edile, realmente attiva per alcuni mesi l’anno, in concomitanza con le attività della Scuola.
Il cantiere della Scuola, interrotto nel settembre 2007, è stato sgomberato nel luglio 2008.
Questo tipo d’intervento è sostenibile dall’associazione anche grazie alla partecipazione della curia. La Scuola edile regala la manodopera e noi sovveniamo a supportare l’acquisto dei materiali edili.

Nel 2001 si lavora alla nascita di una  fondazione che raccolga le opere sociali presenti sul territorio e gestite dallopera Card. Maffi. Il CSP s’impegna a star dentro a questo progetto e a farsene promotore con la nostra Chiesa di Pisa. S’impegna a conferire gli immobili di sua proprietà alla nascente fondazione.
Intanto cresce una domanda: le cooperative e le associazioni gravitanti intorno alla nostra associazione, come il consorzio sociale, chiedono formazione professionale continua e ricorrente. Questo scopo formativo dovrà essere assunto dalla fondazione.

Nel 2002 nasce l’Ufficio Opere Sociali della diocesi di Pisa e questo servizio di coordinamento favorisce l’incontro e lo scambio tra tutte le realtà delle Opere Sociali gravitanti nel mondo ecclesiale e in tale contesto matura l’idea della fondazione.
Nel novembre 2002 il C.S.P. presenta il progetto “Mattone su mattone”, approvato dalla proprietà Opera Card, Maffi e la Fondazione Ca.Ri. Pisa lo approva deliberando un contributo di 133.000 euro per la realizzazione di interventi di manutenzione straordinaria del palazzo principale contro un investimento stimato di 266.000 euro: gli altri 133.000 euro dovranno essere investiti da parte del CSP.

Nel 2003 il progetto fondazione va a fondo. Forse si perde per smanie di protagonismo in soggetti desiderosi di primeggiare o è bloccato da forti interessi di attori che desideravano i beni della chiesa per fini lucrosi. Per questo potrebbero aver affondato la nascita di una fondazione che avrebbe accorpato un patrimonio che non sarebbe più stato utilizzabile da affarismi e affaristi.
Ma nonostante queste sconfitte cresce la condivisione nell’area CSP.
Per rafforzare ed espandere le realtà dell’economia solidale si sta sperimentando in diversi luoghi la strategia delle reti, che consiste nella costruzione di circuiti in cui fluiscono i beni, i servizi e le informazioni prodotti dalle realtà dell’economia solidale, in modo che queste si possano sostenere a vicenda, creando gli spazi per un’economia diversa. Anche a Pisa cresce questo movimento.

Nel 2004/2005 oltre ad occuparci del recupero e degli investimenti sui nostri immobili e di continuare il sostegno alle attività di accoglienza, il Centro solidarietà di Pisa si è occupato di percorsi di formazione, verifica e progettazione, in collaborazione con diverse associazioni di volontariato (in particolare con l’ Associazione Il simbolo, con l’Associazione Controluce, con l’Associazione Salus e con l’Associazione Donne in movimento); i percorsi hanno avuto come destinatari volontari e finalizzati alla prevenzione del disagio giovanile, all’accoglienza di minori in stati di abbandono, per l’accoglienza di donne in difficoltà e donne con bambini e più in generale di sostegno al volontariato. Ha curato, in collaborazione con la Cooperativa Il Melograno, inserimenti lavorativi di persone svantaggiate. Inoltre ha collaborato in ambito internazionale con Caritas Italiana per il progetto “Mitrovika” (Kossovo) e con Caritas Pisa e Caritas Scutari per il progetto “La Bottega”- Scutari ( Albania).
Nel 2006 ha presentato inoltre il progetto di formazione “Buone pratiche di housing sociale” finanziato da Cesvot nell’annualità 2006. Questo progetto formativo si è realizzato nel 2008.
Intanto cambia vento…i rapporti si fano duri …: il CSP sta subendo l’ostracismo del mondo che ha contribuito a promuovere e a crescere.

PASSO dopo PASSO

  • la terza stagione invece si caratterizza per una rinnovata attenzione al patrimonio. Se nella prima stagione era il cuore e la motivazione a tenere banco per definirci veramente degni di fare solidarietà, nella seconda stagione l’esigenza di fondo è stata quella di organizzare e migliorare le nostre prestazioni solidali con grande attenzione al lavoro sociale. Dunque se le risorse cuore e motivazione hanno accompagnato una fase e l’attenzione al lavoro sociale ha caratterizzato un’altra fase, in questa fase che stiamo vivendo la nostra attenzione cade su ciò che abbiamo fatto e che ci rimane tra le mani: il nostro patrimonio immobiliare.

Nel dicembre 2007 il piano di ristrutturazione iniziato nel 2000 ha visto il seguente impiego di risorse:

  • Spese direttamente imputabili di tipo tecnico (*)   432.751,33
  • Spese direttamente imputabili di tipo finanziario      10.696,30
    Per un totale di € 443.447,63
    (*) estratto dalla rendicontazione dell’Architetto Giorgio Casarosa

Contributi finalizzati alla ristrutturazione:
Arcidiocesi                                                203.596,00
Fondazione C.R. Pisa (I° tranche)     93.590,00
Per un totale di € 297.186,00

Per cui al dicembre 2007 l’Associazione ha investito risorse proprie pari a € 146.261,63.

Nel gennaio 2008
Viene consegnata la rendicontazione finale del progetto “Mattone su mattone” alla Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa per i lavori fino al 31.12.2007; l’approvazione definitiva e la liquidazione dell’ultima tranche di contributo pari a € 39.410 è avvenuta nell’agosto 2008.
Nel 2008 l’Associazione, oltre alle ordinarie attività di volontariato (counseling per soggetti tossicodipendenti e famiglie, collaborazione nella gestione delle strutture di accoglienza, sostegno a progetti internazionali) ha collaborato nella programmazione del progetto “Economia sociale, economia partecipata” finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito della promozione della legalità, in collaborazione con altre 13 realtà della società civile di Pisa, Lucca e Livorno.

Nel 2009 si è realizzato il Progetto “Accoglienza e Solidarietà”: il progetto ci ha fatto misurare con la realtà e ci ha permesso la messa in pratica di ciò che siamo andati intuendo nella formazione del 2008. Sono così iniziati i primi percorsi di housing in via Garibaldi, 33.

Nel 2010 si consolida l’esperienza di housing di “appartamenti per l’autonomia” destinati all’accoglienza di varie tipologie di disagio che hanno bisogno di accompagnamento verso una piena autonomia di vita lavorativa, abitativa e sociale.

Nel 2011 si riaffaccia la necessità di definire i nostri rapporti interni tra la nostra associazione e coloro che condividono con noi le risorse, che oltre a goderne, vanno anche corrisposte le spese all’amministratore che anticipa per tutti “gli inquilini” del condominio i consumi, le manutenzioni e le spese ordinarie…. Il nostro desiderio di gestire con forme consone alla nostra ricerca e al nostro spirito di condivisione si frantuma.

Nel 2012 e 2013 il desiderio di guardare avanti è forte e nonostante le difficoltà pensiamo e progettiamo il nostro futuro.

Nel 2013 ne pensiamo di tutte: si va verso una fondazione che si occupi di abitare sociale; e al tempo stesso pensiamo di convertire il nostro patrimonio immobiliare passando per la vendita e per il conseguente acquisto di appartamenti per continuare a fare housing.

Nel 2014 si va verso il concepimento e la nascita della Fondazione.

Natale 2014
Nascerà la fondazione? Certamente è nel nostro programma: l’assemblea del CSP lo ha già deliberato. Due sono le deliberazioni. La prima: il CSP fa nascere la fondazione; la seconda deliberazione: conferirà i suoi beni alla fondazione.
Perché fare una fondazione?
Per custodire le motivazioni e gli scopi che nel tempo ci hanno accompagnato nell’opera di recupero e ristrutturazione degli immobili che oggi possediamo e che utiliziamo per le fasce più deboli. Vogliamo che nel tempo siano mantenuti i propositi e siano garantiti dalla legge le volontà che sono definite nello statuto della nascente fondazione.

Nell’anno 2015 ci siamo resi conto che l’operazione avrebbe richiesto troppo denaro e non avrebbe risposto alle nostre aspettative. Siamo tornati sui nostri passi e abbiamo deciso di indirizzare i nostri sforzi verso la vendita degli immobili di nostra proprietà e convertire il conseguente ricavato nell’acquisto di piccoli appartamenti per continuare la nostra opera di housing socio-solidale.

Dal maggio 2016, dopo aver lasciato la ex-opera Card. Maffi di via Garibaldi,33, abbiamo continuato ad accompagnare i nostri ospiti che abbiamo trasferito nella casa del vento in loc. Monatacchiello. Successivamente abbiamo lasciato la casa del vento e trasferito i nostri ospiti in residenze nel centro di Pisa aiutando, dove ce n’è stato bisogno, i nostri ospiti a fronteggiare le spese di affitto e di gestione degli appartamenti.

Glia anni 2017-2018 abbiamo mantenuto l’esistente accompagnando e sostenendo alcuni ospiti, mantenendo rapporti stretti con il nostro conduttore della casa del Vento, gli operatori della cooperativa sociale Arnera, che hanno accolto e accolgono “i richiedenti asilo”. Intanto abbiamo anche portato a buon fine le nostre relazioni con gli acquirenti delle nostre case.

Siamo a gennaio 2019 e con la nostra assemblea dei soci ci apprestiamo a guardare al futuro dell’associazione.

 

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