<< Dove mattoni sono crollati costruiremo con nuova pietra; Dove le travi sono spezzate costruiremo con nuovo legname; Dove la parola non è pronunciata costruiremo con nuovo linguaggio. (...) C'è un lavoro per tutti; ciascuno al suo mestiere >> 
                                        (Thomas Stearns Eliot)                                                                 

un’ASSOCIAZIONE di CITTADINI VOLONTARI per la SOLIDARIETA’

Un’associazione che mette al centro le relazioni tra persone, tra gruppi, con il territorio, con le periferie sociali, con le istituzioni, con le comunità; un’associazione che si fonda sul principio dell’accoglienza che genera responsabilità civile, sui diritti che fondano la comunità, sulle relazioni che la rendono viva.

L’Associazione “Centro di Solidarietà di Pisa” nasce nel 1984 con lo scopo di “operare nel campo del disadattamento e dell’emarginazione specialmente in ambito giovanile svolgendo attività a favore di minori, adolescenti e giovani che, per diverse ragioni e in diverse forme, si trovano in situazioni di particolare difficoltà; svolgere attività di studio e ricerca sul disagio minorile e giovanile e provvedere alla formazione di operatori sociali; lavorare alla prevenzione del disagio giovanile e della tossicodipendenza; realizzare concrete iniziative di riabilitazione; collaborare con le famiglie nella gestione dei rapporti familiari” (art.2 comma “a” dello statuto).

Fin dall’inizio l’Associazione impegnata nella realizzazione di percorsi di recupero e prevenzione dalle tossicodipendenze, gestendo fino al 1999 comunità terapeutiche all’interno del “Progetto Uomo”, programma di recupero per le tossicodipendenze promosso dalla rete Ce.I.S. Italiana.

Il CENTRO SOLIDARIETA’ di PISA per l’HOUSING SOCIO-SOLIDALE

Oggi c’impegnamo nel dare un tetto, seppur provvisorio a chi cerca… ed è in cammino…
Vogliamo riconoscere il diritto di ognuno ad un tetto, a vivere una dimensione di riparo dalle intemperie come dalla solitudine, dal freddo come dall’emarginazione e dall’isolamento relazionale. Pratichiamo e proponiamo la condivisione di spazi e di riflessioni per/ed intorno alla comunità….vogliamo essere un’associazione di/per la comunità.

Ci sentiamo parte del “TERZO SETTORE” o “PRIVATO SOCIALE”

Si chiama “terzo settore” quella realtà emergente come risposta ai “bisogni relazionali” della gente. Questo termine di sapore più economicistico è talvolta sostituito da “privato-sociale”, termine evocativo della creatività del privato, delle famiglie, della base informale rispetto ad un pubblico burocratizzato e talvolta lontano dalle aspettaive e dai bisogni della gente)…quel terzo settore…rispetto al primo (stato) e al secondo (mercato)…ma anche rispetto al quarto…la gente (bisogni/attese..ma anche diritti negati), è emerso sulle ceneri del fallimento relazionale del “Welfare state“.

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